Dory protagonista nel sequel impazza negli USA

Alla ricerca di Dory, sequel del film del 2003 della Pixar, fa impazzire gli americani

E’ uscito! Finalmente anche in Italia è uscito Alla ricerca di Dory, il sequel che aspettavamo dall’ormai lontano 2003. In America è nei cinema da alcuni mesi e ovviamente noi italiani ci chiediamo: com’è il film? Cosa ne pensa chi l’ha già visto? Quanto piace? Il film entusiasma tantissimo il pubblico e piace a quasi tutti i critici. Per far capire un attimo meglio, il film d’animazione è costato circa 200 milioni di dollari ma nel mondo ha già incassato una cifra che va per il miliardo. E’ in pochi mesi diventato il film d’animazione più prolifico di sempre superando Toy Story 3 ed Inside Out (è il film Pixar con più incassi di sempre) ed è nel 2016 il film più visto negli USA dietro soltanto a Star Wars: Il risveglio della forza. Il suo voto medio su IMDb, dove è già stato votato da circa 70mila utenti, è 7,7 su 10; anche su Metascore, il voto medio ottenuto in base alle critiche dei professionisti, è simile: 78 su 100.

Leggiamo su vari giornali tante recensioni di critici cinematografici, vediamone più da vicino alcune: su Screen International ne troviamo una del critico Tim Grieson che ne parla così:«Alla ricerca di Dory è un sequel estremamente piacevole. Anche se non raggiunge mai le vette del primo, che sta nel pantheon dei film Pixar, in questo secondo capitolo c’è tutto quello che rende la Pixar quello che è: tante risate, geniali scene d’azione e tante e profonde emozioni». Secondo Chris Nashawaty di Entertainment Weekly, invece  il sequel «non è Toy Story, e nemmeno Inside Out o Alla ricerca di Nemo. Però è assolutamente un piacevole film per famiglie, che è gentile, confortevole, e a volte un po’ troppo leggero, come quegli spin-off di Il re leone che la Disney fece negli anni Novanta». E ancora,Owen Gleiberman di Variety, ha scritto che il film è pieno di lacrime e risate e sottolinea la comicità dei personaggi di supporto come il polpo e lo squalo:«Sono fatti per farci morire dal ridere e molti ci riescono».

Uno dei pochi che ha scritto una recensione negativa su “Alla ricerca di Dory” è stato il capo dei critici di Hollywood Reporter, Tod McCarthy:«Il film è debole sia come trama che come “messaggio”, soprattutto se lo si compara al primo. Comunque, la scena dopo i titoli di coda e il cortometraggio che precede il film, ovvero Piper un piccolo uccello che deve imparare a trovarsi il cibo da solo, valgono da soli il prezzo del biglietto.

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