Valentino Rossi fine carriera?

Valentino Rossi

Valentino Rossi fine carriera con il botto?

Si parla di Valentino Rossi fine carriera, si dice che non sarebbe più stato competitivo dopo l’ anno scorso. La sua età e il modo in cui non è riuscito a vincere il motomondiale 2015 potevano impedire al campione Yamaha di tornare nel 2016 con la concentrazione necessaria per restare davanti a tutti. Poi arriva al MotoGP di Spagna 2016 è fa una gara che smentisce ogni dichiarazione e mette in chiaro ogni dubbio sul suo conto e la sua situazione. Vince con una gara strepitosa e sul podio si trova in mezzo alle cause delle voci sulla sua deconcentrazione, ma un po’ più in alto, quanto basta per far capire che le vicende dell’ anno scorso non hanno influito negativamente sulla sua preparazione, anzi, forse lo hanno spronato a dare di più e a non mollare davanti alle avversità; una capacità risaputa del numero 46. Ma andiamo ad analizzare come si sono comportati i tre sul podio nella gara del 25 aprile 2016.

VALENTINO ROSSI

Fine settimana perfetto: pole position, vittoria e giro veloce. In questo GP, Valentino ha colpito sotto tutti gli aspetti: velocità, determinazione, costanza di rendimento, partenza, primi giri, controllo della situazione. Dei suoi numeri, tutti da primato, colpisce la capacità di vincere 19 anni e 250 giorni dopo il primo successo del 1996 in 125: per riuscirci, devi ricominciare da capo un sacco di volte, metterti costantemente in discussione, adattarti ai cambiamenti e molto altro. E pensare, che c’è ancora qualcuno che si stupisce delle sue qualità.

JORGE LORENZO

Secondo posto è naturalmente un buon risultato, forse il migliore ottenibile contro un Rossi così ma lo spagnolo non ha convinto in gara e nel fine settimana è stato ancora una volta altalenante, come peraltro avviene dall’inizio dell’anno: a tratti imbattibile, in altre circostanze vulnerabile. Questo è un pilota “normale”, non il fenomeno pagato 25 milioni di euro dalla Ducati.

MARC MARQUEZ 8

Metterci sempre una pezza e, questa volta, è stato anche capace di amministrare: all’inizio ha provato a tenere in tutti i modi il passo di Lorenzo, quando ha visto che non ce la faceva, ha rallentato vistosamente. “Terzo a due decimi o a 5” dal secondo non cambia nulla” ha filosofeggiato, facendo buon viso a cattivo gioco.

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