Snorlax: 10 km per fare bene alla salute

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Pokemon Go smuove gli Snorlax? Si, ma occhio a piccole cose:

Snorlax è un pokemon pigro, dorme sempre, fermo in un posto. Pokemon Go fa bene alla salute e riesce soprattutto a far camminare o correre gli smanettoni sempre chiusi in casa. Anche a chi sta in casa tutto il giorno la nuova applicazione sembra aver dato una piccola scossa, tutti in giro a camminare smanettando su Pokemon Go. Questo porta molti benefici al nostro organismo, però, bisogna fare attenzione a dove si cammina e soprattutto alla propria sicurezza.

Ovviamente non si può dare ancora una risposta provata scientificamente, gli studiosi sono al lavoro, ma ciò che fa spostare l’asticella verso un sicuro si è il movimento che l’applicazione porta a fare di continuo.Questo fenomeno colpisce soprattutto chi, come detto in precedenza, manetta ai videogiochi ma di solito è abituato a farlo in casa, degli Snorlax insomma. Grazie alla nuova pokè-app si scopre che in media ogni giorno si passa all’incirca 40 minuti in città alla ricerca di pokemon e si bruciano più di 1800 calorie! Chi è dotato di contapassi dice che percorre 5 km in più rispetto a prima: per catturare pokemon rari come Onix, Snorlax e Aerodactyl bisogna camminare per 10 km per far si che l’uovo nell’incubatrice si schiuda!

Degli avvertimenti però devono essere fatti: non è solo con l’avvento della pokè-app che si possono notare in giro pedoni disattenti che attraversano con lo sguardo fisso sullo smartphone, mettendo in serio pericolo la propria incolumità e la sicurezza delle altre persone. Una prova condotta recentemente da Found, la prima story engagement factory italiana, ha esaminato quali siano i comportamenti “tecnologici” urbani più pericolosi per la pubblica sicurezza. Il cosiddetto “smartphone walking” è praticato nel nostro Paese da più della metà degli italiani e provoca sempre più incidenti, perfino mortali. Coinvolge soprattutto le grandi metropoli come Milano (61%) e Roma (58%), principalmente manager (65%) e imprenditori (62%) tra i 30 e i 45 anni e giovani studenti (58%) tra i 16 e i 29. I pedoni distratti dagli smartphone virano come zombie nella direzione sbagliata e si scontrano contro cose o persone il 61% delle volte in più rispetto al normale e incorrono spesso in gravi infortuni come fratture e distorsioni. Recentemente due persone sono cadute (senza conseguenze) in un dirupo a San Diego proprio mentre giocavano con la app.

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